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TIZIANO TONONI and GUESTS

Un panorama sulla canzone di protesta americana.

Dice Tononi: “Landscapes, panorami, orizzonti aperti, ispirati dalla grandezza dei luoghi e di chi li ha abitati da sempre – i nativi americani – ma ispirati anche dalla parte più responsabile e schierata di coloro che, pur appartenendo al popolo invasore che arrivò dal mare, avevano deciso di prendere posizione a favore degli ultimi, dei poveri, dei reietti del sistema America, e di sostenere le loro cause e le loro rivendicazioni, di qualunque colore fossero: bianchi, neri, ispanici o indiani.

Con questo in mente, ho voluto mettere mano ad un repertorio che in parte è quello con cui sono cresciuto e con cui mi sono formato e che, in parte, è stato anche per me una scoperta successiva: un corpus di brani dalle tematiche inequivocabilmente “sociali”. Da Woody Guthrie, che cantava della Dust Bowl negli anni ‘30 e dei deportees messicani impiegati come schiavi a raccogliere la frutta in California negli anni ‘40, passando per Joni Mitchell e Neil Young, che da canadesi cantano di storie Native Americans, passando da John Trudell, Santee Lakota cui l’FBI ha sterminato la famiglia a causa della sua attività politica, fino agli “indiani d’Europa”, gli irlandesi, che rappresentano una delle matrici più importanti e presenti nel folklore americano, nel nostro panorama rappresentati da Van Morrison e Sinèad O’Connor…”

Un fronte musicale variegato, interpretato musicalmente con una libertà espressiva che solo i musicisti che hanno il Jazz nel loro DNA sono in grado di esprimere.

Tiziano Tononi: batteria, Alessio Premoli: chitarre, Margherita Carbonell: contrabbasso, Chantal Antonizzi: voce

special guest Paolo Botti: banjo, viola

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